Come superare i momenti difficili
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Come superare i momenti difficili: la resilienza e l’Analisi Transazionale

Quante volte hai sentito il termine resilienza?

Quante volte ti è capitato di sentirti dire “Vuoi sapere come superare i momenti difficili? Con la resilienza!”?

Ormai ne parlano tutti!

Termine utilizzato in ambiti specialistici, sembra ora essere uno dei più cliccati del web quando si parla di come superare i momenti difficili della propria vita.

Ma vediamolo un po’ più nello specifico.

Cos’è la resilienza?

Il termine “resilienza” deriva dal latino “resilire”, da “re-salire”, saltare indietro, rimbalzare.

Sapevi che originariamente il termine resilienza era proprio del campo della fisica dei materiali?

Esso indicava la capacità di un corpo di ritornare alla sua forma originale dopo essere stato deformato sotto pressione.

Negli anni 70, il temine resilienza è stato introdotto nell’ambito delle scienze umane, andando ad assumere sempre più il significato con cui oggi è più utilizzato: la resilienza riguarda la capacità delle persone di fronteggiare gli eventi stressanti o traumatici (che altrimenti sarebbero invalidanti) e di riorganizzare in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà.

Essere resilienti non vuol dire resistere nell’accezione di incassare il colpo senza reagire o lottare contro emozioni spiacevoli con l’intento di scacciarle.

Il soggetto resiliente accetta le difficoltà della vita senza farsi travolgere, con la consapevolezza di poter affrontare situazioni problematiche e complesse, mettendo in campo le proprie risorse e usando l’esperienza nata da situazioni difficili per costruire il futuro.

Non si tratta quindi di una caratteristica straordinaria ma potenzialmente di ogni essere umano.

Se ti stai chiedendo come superare i momenti difficili, puoi sicuramente riflettere sulle componenti del pensiero resiliente!

Chi è resiliente di punta molto sull’ottimismo: quante volte ti sei detto “C’è sempre del buono in ogni cosa!”?

Anche l’autostima è un’ottima alleata della resilienza; ti dici mai “Sono in grado di farcela!”?

Sicuramente se stai leggendo questo articolo ti stai chiedendo come superare i momenti difficili e leggere di ottimismo e autostima ti starà portando a pensare “certo! La fai facile tu!”.

In realtà, devi sapere che la resilienza risiede anche nel riconoscere ed essere consapevoli delle proprie difficoltà, riscoprendo allo stesso tempo le proprie risorse, con le quali poter gestire le emozioni spiacevoli che si provano in questi momenti; quindi se ogni tanto ti dici frasi come “sto soffrendo, ma posso farcela!” oppure “la vita può essere in salita, ma so cosa voglio e ce la farò!” sappi che il tuo coraggio e la tua determinazione faranno di te una persona resiliente!

Ma è davvero tutto così semplice?

Come essere resilienti, dunque?

Già: come essere resilienti?

Come superare i momenti difficili a livello pratico?

Inizio questa analisi sottolineando sin da subito che non esiste una formula segreta universale per qualsiasi problema.

Una delle fantasie più comuni che caratterizzano le persone che intraprendono un percorso di psicoterapia è quella di desiderare una “bacchetta magica” che in qualche modo misterioso possa far scomparire il problema.

A livello logico e razionale tutti noi sappiamo che un oggetto simile non esiste.

A livello emotivo e molto spesso inconscio un pò ci speriamo.

Per rispondere alla domanda “come superare i momenti difficili?” è necessario, come primo passo, attingere alle risorse personali.

Come essere resilienti: conosci le tue risorse

Conoscere le proprie risorse ed utilizzarle è tutt’altro che scontato.

Innanzitutto presuppone la capacità di entrare in contatto con sé, di rivolgere lo sguardo della consapevolezza verso l’interno.

Significa ascoltarsi ed entrare a contatto con i propri pensieri, emozioni e comportamenti.

Questo processo di ascolto e di lettura personale, di sviluppo della consapevolezza interna richiede un allenamento frequente e costante.

Siamo talmente abituati a prestare attenzione all’esterno che non siamo per nulla allenati ad ascoltarci ed a utilizzare le informazioni preziose che il nostro organismo (corpo e mente) ci comunica momento per momento.

Coloro che intraprendono un percorso di psicoterapia, per forza di cose, imparano ad utilizzare questa capacità.

Questo avviene perché la stimolazione della presa di consapevolezza dei processi intrapsichici è il pane quotidiano di ogni psicoterapeuta che si rispetti.

Uno psicoterapeuta che ha studiato l’Analisi Transazionale, ad esempio come me o la dottoressa Furneri, definisce questo processo come stimolazione dello Stato dell’Io Adulto.

In questo articolo ho dato una definizione semplice e chiara di quali sono gli Stati dell’Io, tra cui lo Stato dell’Io Adulto.

Vi invito a leggerlo per capire meglio ciò di cui sto parlando, nel frattempo vi incollo qui sotto due estratti di quell’articolo:

Secondo l’Analisi Transazionale, lo Stato dell’Io Adulto è quello specifico stato della mente che utilizziamo per risolvere i problemi nel qui ed ora.

E ancora:

Ogniqualvolta attingo alle mie risorse personali ed al mio intelletto per risolvere un problema che mi attanaglia (dire una cosa che mi sta a cuore, rispondere ad una richiesta dell’altro, chiedere aiuto eccetera) sto attivando lo Stato dell’Io Adulto.

Essere resilienti, secondo l’Analisi Transazionale, significa attivare il proprio Stato dell’Io Adulto.

In altre parole significa sviluppare un Io osservante che ci permette, per l’appunto, di “osservare” ciò che accade dentro di noi e di stare a contatto.

Qual è il risultato di questo processo di consapevolezza?

Conosci te stesso (e ciò che sei bravo a fare)!

Ascoltarsi significa conoscersi, e conoscersi significa avere delle informazioni preziose su quali sono i nostri punti di forza ed i nostri limiti.

Come dicevo prima, per essere resilienti è necessario saper attingere alle proprie risorse.

Uno dei miei metodi preferiti per imparare a conoscere le proprie risorse è quello di usare carta e penna e scriverle, come in un elenco.

In passato ho scritto alcuni articoli in cui descrivo alcuni modi creativi per usare questi strumenti così semplici ma così efficaci: li puoi trovare qui e qui.

A prescindere dalla modalità, all’inizio può essere davvero difficile trovare anche solo una risorsa.

È normale: se è la prima volta che lo fai e non sei abituato a riconoscere le tue risorse, è logico che ti risulti difficile.

Per imparare qualsiasi cosa è necessario farne esperienza ripetute volte.

Puoi fare un elenco delle tue risorse e leggerlo ogni giorno, magari aggiungendo qualcuna in più quando te la riconosci.

Puoi dedicare 5/10 minuti alla scrittura a fine giornata e scrivere ciò che sei riuscito a fare di buono per te durante quel giorno.

In questo ed altri innumerevoli modi puoi imparare a riconoscerti le tue risorse ed a tenerle presenti durante i momenti di maggiore difficoltà.

Come essere resilienti: analizza il problema

Un altro processo fondamentale per imparare ad essere resilienti è quello di analizzare a fondo la situazione problematica.

È importante affrontarla con occhio critico, capendo quali aspetti del problema percepiamo come più difficili e quali come più gestibili.

A volte un problema rimarrà tale anche se proviamo ad interagire con esso da più prospettive: in questi casi è necessario sviluppare la capacità di accettare la difficoltà così com’è ed il fatto che possiamo farci poco a riguardo.

Analizzando il problema possiamo anche spezzettarlo in micro-problemi più facilmente gestibili.

Avere un piano di azione che comincia dall’affrontare gli aspetti più gestibili e termina in quelli più difficili man mano che acquistiamo esperienza è spesso una strategia vincente.

Analizzare il problema con occhio critico spesso ci fa prendere consapevolezza che ciò che percepivamo come difficile ed insormontabile in realtà era meno spaventoso di ciò che immaginavamo.

Molte volte capita di ammantare i problemi con un velo di paura che li rende ancora più grandi di ciò che sono in realtà.

Questo processo di analisi del problema e del contesto esterno intorno ad essa rientra nuovamente nell’utilizzo dello Stato dell’Io Adulto di cui parlavamo in precedenza.

Quando analizziamo le nostre risorse stiamo dirigendo la nostra consapevolezza verso l’interno; quando analizziamo la situazione esterna e sviluppiamo un piano d’azione per affrontarla ci stiamo focalizzando verso i fattori esterni a noi.

In entrambi i casi stiamo utilizzando la medesima capacità (Stato dell’Io Adulto): analizzare, comprendere, risolvere.

Come essere resilienti? Allenati ad essere resiliente

Per imparare a superare i momenti difficili della vita sono necessarie le abilità descritte in questo articolo, ma ce ne sarebbero anche altre di cui parlare, ad esempio chiedere il supporto degli altri.

In generale è importante ricordare che essere resilienti è un percorso, più che una destinazione.

È una capacità che coinvolge tanti aspetti della propria personalità e si costruisce interagendo ed affrontando i problemi della vita quotidiana, ogni giorno.

È importante tenere a mente il concetto di responsabilità personale: siamo noi che decidiamo come reagire agli stimoli che la vita ci mette davanti.

A livello emotivo, a livello cognitivo ed a livello comportamentale.

Questa consapevolezza ci dona potere: possiamo influenzare il nostro modo di reagire al mondo, e quindi possiamo imparare a reagire in modo resiliente.

Ciò che ti viene richiesto è di imparare ad usare lo Stato dell’Io Adulto per analizzare te stess* ed il contesto ti circonda quando ti trovi di fronte ad un problema difficile.

Facendolo frequentemente, diventerà il tuo pane quotidiano.

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Se vuoi seguire i contenuti miei e della dottoressa Giovanna Furneri, ecco dove puoi continuare a seguirci:

Dottor Antonello Mattia – Psicologo Castelli Romani

Pubblicato da Antonello Mattia

Mi chiamo Antonello Mattia, sono uno psicologo e scrivo articoli riguardanti il mondo della psicologia e della psicoterapia, parlando di concetti complessi in modo fruibile e divertente.

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