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Allena la tua mente ad essere produttiva o rilassata in luoghi e posti specifici!

Qualche mese fa ho scritto un articolo dedicato agli studenti in cui ho esposto come creare un proprio spazio di concentrazione che aumentasse la produttività nello studio.

Oggi voglio riprendere il tema della connessione tra stato mentale e luogo in cui ci troviamo per espandarlo ulteriormente e generalizzarlo.

Lo scopo di questo articolo è quello di esporti come è possibile associare un determinato stato mentale, che può essere di concentrazione, di rilassamento o così via, ad uno specifico luogo fisico.

Innanzitutto, perchè una conoscenza del genere potrebbe esserti utile?

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Sonno e rilassamento: quali sono le differenze tra questi stati psicofisici?

Sono entrambi indotti dalle tecniche di rilassamento, ma non sono uguali: lo stato di sonno e quello di rilassamento sono due condizioni psicofisiche che generano benefici per il corpo (ricaricare le energie!) in modi differenti.

Le persone spesso mi chiedono:

“Ma se sono stanco non faccio prima a dormire?”

Nulla può sostituire il sonno che è necessario alla sopravvivenza; tuttavia, se vuoi ricaricare le pile, anche indurre uno stato di rilassamento profondo può essere particolarmente utile.

Ci sono delle differenze sostanziali tra lo stato psicofisico in cui ci troviamo durante il sonno e quello che sperimentiamo durante una sessione di rilassamento profondo.

In questo articolo imparerai a riconoscere le differenze ed a servirti di entrambi per ricaricare le energie e produrre di più.

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La reazione di attacco o fuga: ecco perchè i nostri antenati erano meno stressati di noi

“Il lupo perde il pelo ma non il vizio”
Se dovessimo applicare questo proverbio popolare all’uomo moderno, potremmo dire che la società odierna cambia di continuo ad una velocità pazzesca, mentre il “povero vecchio uomo” rimane sempre lo stesso.

Cosa significa che l’uomo rimane sempre lo stesso?

Significa che il nostro organismo, adesso come migliaia di anni fa, è progettato con un solo scopo in mente: la sopravvivenza.

In maniera innata, l’uomo possiede tre spinte principali al comportamento:

  1. Ricercare il piacere ed evitare il dolore;
  2. Esercitare potere sull’ambiente circostante;
  3. Riprodursi.

In quanto uomini moderni percepiamo queste tre spinte così come le percepivano i nostri antenati, solo che le modalità ed i contesti sono necessariamente differenti.

E grazie al cielo aggiungo!

Se il contesto fosse ancora lo stesso adesso non sarei qui a scrivere questo articolo e voi a leggerlo, ma bensì saremmo tutti occupati a procaccarci la cena e magari non farci mangiare da qualche predatore nel frattempo.

Questo significa che il titolo dell’articolo è volutamente provocatorio: i nostri antenati avevano un’aspettativa di vita molto più bassa della nostra, dovevano cacciare per mangiare ed i pericoli a cui erano esposti erano innumerevoli.

È proprio per ovviare a questa condizione di continuo pericolo che la natura ci ha dotato di alcuni meccanismi fisiologici per aumentare le nostre capacità di sopravvivenza: sto parlando della reazione di attacco o fuga.

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