CategoriaArticoli

Come recuperare le energie quando si lavora troppo: la pausa strategica

Siamo così abituati all’idea di lavorare tanto, eppure ci viene sempre tanto difficile bilanciare il troppo lavoro con altrettanto riposo.

Per essere performanti sul posto di lavoro, ed in generale per godersi meglio la vita, è importante bilanciare il lavoro con la giusta quantità di riposo.

Vediamo come fare in questo articolo, descrivendo una piccola strategia efficace.

Negli scorsi anni ho scritto tanti articoli sui temi del rilassamento psicofisico e dello stress.

Si tratta di argomenti che mi stanno a cuore perché mi ha sempre appassionato l’idea di introdurre strategie comportamentali mirate alla prevenzione ed alla cura di sé all’interno del proprio stile di vita.

Credo che si tratti di abitudini che, a costo zero (se non quello iniziale dato, per l’appunto, dall’abituarsi), possono avere un grande impatto positivo sul benessere psicofisico.

Come ho scritto nell’introduzione, molte persone lamentano di vivere delle situazioni lavorative in cui difficilmente hanno un attimo di pausa.

La richiesta è quella di essere sempre produttivi, di essere efficaci ed efficienti.

A volte le persone accolgono questa richiesta di super-lavoro: è il caso di coloro che vogliono fare carriera, farsi notare, eccellere.

Le motivazioni personali, a riguardo, sono molteplici.

Altre volte queste situazioni lavorative vengono vissute con forte disagio, tanto che la motivazione al lavoro viene meno e si affronta la propria mansione con frustrazione e poca voglia di fare.

Essere produttivi presuppone un costo, che è dato dalle nostre energie fisiche e mentali.

Non è possibile essere produttivi, efficaci ed efficienti al 100% tutti i giorni della settimana, per tutto l’anno.

Questa è una verità che si applica alla maggior parte delle mansioni lavorative esistenti: che si tratti di fare il fornaio, di essere il manager di una piccola azienda, di fare lo psicologo, di essere uno studente, e così via.

Purtroppo per noi la produttività sul posto di lavoro è richiesta anche quando non abbiamo energie sufficienti o motivazione per dare il meglio che possiamo: d’altronde è necessario portare la proverbiale pagnotta a casa, no?

Come fare in quei casi?

Come recuperare le energie quando si lavora troppo?

In questo articolo voglio proporre una riflessione su questo tema, stimolato dalla lettura di un ottimo libro.

Il libro in questione si chiama: “Dritto al sodo: come scegliere ciò che conta e vivere felice“, scritto da Greg McKeown.

Per quanto il titolo dell’opera si faccia portatore di promesse difficilmente mantenibili dalla sola lettura di un libro, l’autore propone davvero tanti spunti interessanti su come concentrarsi su ciò che reputiamo sia l’essenziale della nostra vita, e su come bilanciare una sana carriera lavorativa ad una altrettanto sana vita privata.

Come recuperare le energie quando si lavora troppo? Dai valore al riposo e rendilo una priorità

Vivendo in una società che rinforza quotidianamente l’idea che essere produttivi è necessario, anche a costo della propria salute, è normale che il concetto di riposo non sia preso poi così tanto sul serio.

Molto spesso le persone sentono che stanno lavorando troppo, ed il corpo può mandare messaggi abbastanza espliciti in tale senso.

Il riposo viene visto come qualcosa di “accessorio” al lavoro, e non come una componente fondamentale del funzionamento umano che impatta fortemente sia sulla produttività lavorativa che sulla vita privata.

Ad esempio, fare un lavoro troppo stressante toglie energie preziose che la persona potrebbe investire in ciò che più gli piace, o dedicarle alle persone che ama.

Ogni mansione lavorativa è un mondo a sé, ma è importante entrare nella prospettiva mentale che il riposo è fondamentale e che va valorizzato.

Ad esempio:

  • Prendersi cura delle proprie abitudini legate al sonno, e migliorarne la qualità;
  • Creare dei momenti durante la giornata in cui “staccare” e dedicarsi al riposo, o al gioco;
  • Programmare consapevolmente dei periodi prolungati di più giorni di riposo per ricaricare le energie e dare modo all’organismo di “compensare” gli sforzi lavorativi fatti nell’ultimo periodo;

Queste sono solamente alcune delle possibili strategie utilizzabili per prendersi cura dei propri livelli energetici attraverso il riposo oppure attività alternative a quelle lavorative, come degli hobby o passioni.

Prendersi cura di sé attraverso queste ed altre modalità equivale a compiere un atto di amore verso sé stessi, ed è già di per sé un grande cambiamento!

Come fa notare Greg McKeown, dare valore al riposo e trovare dei momenti della giornata da dedicare ad esso equivale a proteggere il patrimonio più prezioso che abbiamo: noi stessi.

La nostra capacità di produrre sul posto di lavoro è direttamente proporzionale alle energie psicofisiche ed alla motivazione che possediamo: più siamo riposati e più saremo efficaci ed efficienti.

In sintesi credo che sia importante cambiare prospettiva ed operare una ristrutturazione cognitiva, che consista nel considerare il riposo come un bisogno vero e proprio di cui prendersi cura quotidianamente, e non come qualcosa di accessorio che sia meno importante del lavoro stesso.

Adoperare un atteggiamento mentale di questo tipo apre le porte alla possibilità di adoperare strategie comportamentali utili che ci aiutino a recuperare le energie quando si lavora troppo.

Le possibilità sono infinite e vanno adattate al proprio stile di vita che è unico ed originale, tuttavia in questo articolo ne voglio descrivere una: la pausa strategica.

Come recuperare le energie quando si lavora troppo? L’utilizzo della pausa strategica

La pausa strategica può essere un valido alleato per recuperare le energie quando stiamo affrontando un momento di super-lavoro.

L’obiettivo da perseguire è quello di introdurre delle pause durante l’arco della giornata di lavoro, piazzandole strategicamente nei momenti in cui siamo sicuri che la nostra personale capacità attentiva viene meno.

È fisiologico andare incontro ad un calo dell’attenzione e delle energie dopo X minuti di attività di concentrazione ininterrotta.

Ognuno di noi possiede tempi attentivi diversi, tuttavia il risultato, se li superiamo, è lo stesso: cominciamo a distrarci più facilmente, facciamo più errori, ci sentiamo svogliati e senza motivazione.

Invece che sprofondare ancora di più nelle sabbie mobili della disattenzione, è molto più strategico ed intelligente programmare una pausa da svolgere poco prima di raggiungere il punto “critico” di calo dell’attenzione.

Quando deve durare la pausa?

La durata è soggettiva in base a quanto vi serve per “recuperare” e tornare a sviluppare dei buoni livelli attentivi.

Non deve durare troppo poco perché altrimenti non servirebbe a nulla.

Non deve durare troppo perché altrimenti … beh, rischiate il licenziamento!

Quello che consiglio è di cronometrarvi: ad esempio, potete decidere di svolgere un’ora di lavoro e farla seguire da 15 minuti di riposo.

Dedicate la breve pausa a ricaricare le energie: respirate, fate una breve passeggiata se potete, sgranchitevi … non perdete troppo tempo su Facebook!

Se proprio state affrontando un periodo di super-lavoro e non riuscite a staccare per nessun motivo, allora provate ad alternare periodi medio/lunghi di lavoro intenso a “pause” medio/brevi in cui vi concentrate su mansioni lavorative di poco conto, a basso dispendio energetico.

Organizzare la vostra giornata lavorativa in questo modo può essere un valido aiuto per dosare le energie durante tutto l’arco del turno di lavoro, ed arrivarne alla fine senza essere stremati.

Voglio specificare come strategie di questo tipo sono sicuramente utili, ma non possono fare miracoli: se svolgi un lavoro troppo stressante sia a livello fisico che mentale, potresti rischiare il burnout nonostante le strategie per prevenirlo!

Grazie per la lettura.

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invito a condividerlo, sostenendo in questo modo il sito.

Alla prossima settimana!

Dottor Antonello Mattia – Psicologo Castelli Romani

Pubblicato da Antonello Mattia

Mi chiamo Antonello Mattia, sono uno psicologo e scrivo articoli riguardanti il mondo della psicologia e della psicoterapia, parlando di concetti complessi in modo fruibile e divertente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *