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Promuovere la cultura del benessere psicologico: un passo in avanti per psicologi e pazienti

Molte persone credono che prendersi cura della propria salute mentale e del proprio benessere psicologico corrisponda esclusivamente al rivolgersi ad uno psicologo ed iniziare un percorso di aiuto presso il suo studio.

Una buona fetta della comunità professionale degli psicologi conferma questa credenza.

L’attività clinica è quella di elezione quando si pensa alle mansioni tipiche di uno psicologo, tuttavia esiste un mondo di possibilità che hanno a che fare con il benessere psicologico e che spesso sono oscure sia all’utenza che agli psicologi stessi (soprattutto ai nuovi psicologi).

In questo articolo, che è rivolto sia alla popolazione comune che agli psicologi, voglio parlare della differenziazione dei servizi di aiuto psicologico.

Prendersi cura della propria salute psicologica passa attraverso una variegata serie di pratiche: la consulenza in studio, secondo me, è solamente una tra tante.

Per questo motivo è importante creare una cultura del benessere psicologico.

Credo che sia necessario veicolare il messaggio che esistono tanti modi per prendersi cura della propria salute psicologica.

Non sempre le persone possiedono la motivazione e la possibilità di recarsi nello studio di uno psicologo per farsi aiutare, tuttavia ciò non significa che non possano fare dei piccoli passi avanti di altro genere per stare meglio psicologicamente.

In tutto questo gli psicologi hanno il compito di informare e di creare una rete di servizi di vario tipo, con l’obiettivo di alimentare una cultura del benessere psicologico che si sviluppi anche e soprattutto al di fuori degli studi degli psicologi stessi.

Come si crea una cultura del benessere psicologico?

Provo a dare la mia opinione in questo articolo, iniziando proprio dall’analisi dall’immagine che le persone hanno di noi psicologi: lo strizzacervelli con il lettino.

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