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L’Analisi Transazionale: una breve guida agli Stati dell’Io per pazienti

Una breve guida agli Stati dell’Io, che sono uno dei concetti principali dell’Analisi Transazionale (per aiutarvi a capire meglio cosa intende il vostro psicoterapeuta quando parla di Genitore, Adulto e Bambino).

Introduzione

Questa guida agli Stati dell’Io è dedicata a tutti coloro che stanno seguendo un percorso di psicoterapia ad indirizzo analitico-transazionale e vogliono approfondire la terminologia utilizzata dal proprio psicoterapeuta.

Nello specifico spiegherò in modo semplice e discorsivo il modello degli Stati dell’Io nelle sue caratteristiche principali.

Spesso mi capita di introdurre il discorso sugli Stati dell’Io con i miei pazienti.

Infatti, l’Analisi Transazionale si contraddistingue dagli altri approcci psicoterapeutici perché stimola lo psicoterapeuta ad istruire il paziente rispetto ai termini più comuni dell’AT, in modo da creare un linguaggio condiviso.

In poche parole, grazie ad una doverosa spiegazione, lo psicoterapeuta ed il paziente parlano la stessa lingua.

Parlando la stessa lingua, diventa più facile capirsi a vicenda.

E se entrambi si capiscono meglio a vicenda, allora diventa più facile per il paziente capire sé stesso.

La condivisione di termini e concetti aiuta il processo terapeutico: banalmente, paziente e psicoterapeuta si comprendono meglio quando parlano dei processi intrapersonali ed interpersonali del paziente.

Questa guida agli Stati dell’Io serve proprio a questo, ovvero ad aiutare i pazienti che non hanno mai sentito parlare di Genitore, Adulto e Bambino a conoscere qualcosa in più sull’argomento.

Un breve disclaimer doveroso per i colleghi psicologi! Le informazioni contenute in questa guida agli Stati dell’Io sono molto basilari, indirizzate anche a coloro che molto probabilmente non hanno mai aperto un libro di Psicologia, men che meno di Analisi Transazionale. Le necessarie semplificazioni che leggerete sono dovute a questa motivazione.

Bando alle ciance! Iniziamo dalla domanda più basilare …

Cos’è l’Analisi Transazionale?

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Promuovere la cultura del benessere psicologico: un passo in avanti per psicologi e pazienti

Molte persone credono che prendersi cura della propria salute mentale e del proprio benessere psicologico corrisponda esclusivamente al rivolgersi ad uno psicologo ed iniziare un percorso di aiuto presso il suo studio.

Una buona fetta della comunità professionale degli psicologi conferma questa credenza.

L’attività clinica è quella di elezione quando si pensa alle mansioni tipiche di uno psicologo, tuttavia esiste un mondo di possibilità che hanno a che fare con il benessere psicologico e che spesso sono oscure sia all’utenza che agli psicologi stessi (soprattutto ai nuovi psicologi).

In questo articolo, che è rivolto sia alla popolazione comune che agli psicologi, voglio parlare della differenziazione dei servizi di aiuto psicologico.

Prendersi cura della propria salute psicologica passa attraverso una variegata serie di pratiche: la consulenza in studio, secondo me, è solamente una tra tante.

Per questo motivo è importante creare una cultura del benessere psicologico.

Credo che sia necessario veicolare il messaggio che esistono tanti modi per prendersi cura della propria salute psicologica.

Non sempre le persone possiedono la motivazione e la possibilità di recarsi nello studio di uno psicologo per farsi aiutare, tuttavia ciò non significa che non possano fare dei piccoli passi avanti di altro genere per stare meglio psicologicamente.

In tutto questo gli psicologi hanno il compito di informare e di creare una rete di servizi di vario tipo, con l’obiettivo di alimentare una cultura del benessere psicologico che si sviluppi anche e soprattutto al di fuori degli studi degli psicologi stessi.

Come si crea una cultura del benessere psicologico?

Provo a dare la mia opinione in questo articolo, iniziando proprio dall’analisi dall’immagine che le persone hanno di noi psicologi: lo strizzacervelli con il lettino.

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Seminario gratuito online: l’ansia da prestazione e come gestirla

Sono davvero contento di comunicare sul mio blog che ho iniziato una nuova avventura professionale: l’organizzazione di seminari gratuiti a tema psicologico.

La scelta di creare un’iniziativa di questo tipo è connessa al fatto che ho riscontrato sempre di più che molte persone dicono che avrebbero bisogno di andare da uno psicologo, ma gli studi sono spesso vuoti.

La salute mentale diventa sempre di più un tema dibattuto, soprattutto in questo periodo di pandemia, eppure la popolazione è poco allenata a prendersi cura del proprio benessere mentale.

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