La vita del pendolare sui mezzi pubblici è stressante: approfittane per rilassarti

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Abito a Roma da quando sono nato e come tutti i romani che si rispettano il mio rapporto con i mezzi pubblici è sempre stato conflittuale.

Chiunque abiti in una grande città sa di cosa sto parlando: prendere i mezzi pubblici può essere un vero calvario che può trasformare l’inizio e la fine di una qualsiasi giornata lavorativa in un’occasione da ricordare (in negativo!).

Fare la vita del pendolare significa affrontare viaggi più o meno lunghi, attese snervanti, corse folli per prendere l’ultimo treno o autobus che sta partendo.

Guardiamo in faccia la realtà: la vita del pendolare è stressante e per questo motivo ho sempre sperato che ci potessero essere delle alternative che potessero rendere la pillola meno amara.

In questo articolo ti espongo un esercizio anti stress che puoi sfruttare a tuo piacimento per trasformare anche il peggiore dei viaggi in autobus in una occasione in cui puoi rilassarti e ricaricare le energie.

Anatomia di un viaggio con i mezzi pubblici: l’esempio di Mario Rossi

Moltissimi italiani utilizzano i mezzi pubblici per recarsi a lavoro.

Ogni pendolare passa sui mezzi pubblici un quantità di tempo più o meno variabile a seconda della distanza che separa casa sua dal posto di lavoro.

In generale possiamo affermare che, trattandosi di una attività che svolgiamo almeno due volte a giorno per cinque giorni alla settimana, prendere i mezzi pubblici rappresenta una parte importante della nostra vita lavorativa.

L’esperienza di viaggio che abbiamo sui mezzi pubblici può sicuramente influenzare il quantitativo di stress che percepiamo ogni giorno, soprattutto perchè è una cosa che facciamo così spesso.

Alcuni lavoratori affermano che “prima o poi ci si abitua”: questa affermazione può essere vera, ma viene spesso detta da coloro che fanno ed hanno fatto lo stesso tragitto coi mezzi pubblici per un periodo spesso superiore ad alcuni anni.

Quando parliamo in termini di anni stiamo comunque facendo riferimento ad un periodo di adattamento particolarmente lungo, caratterizzato da una routine giornaliera che rende l’adattamento una questione di sopravvivenza.

Mettiamola così: immaginiamo per un attimo l’esempio di un lavoratore prototipico che chiameremo Mario Rossi.

Il nostro caro Mario ha appena trovato un buon impiego: la paga è buona, il lavoro corrisponde bene o male alle sue aspettative e fa riferimento al suo percorso di studi, sente che la mansione che deve svolgere è nelle sue corde e che ce la può fare.

Tuttavia, scopre che l’ufficio in cui si deve recare si trova dall’altra parte della città.

Sarebbe un pazzo a lasciarsi sfuggire un così buon posto di lavoro solo per via dello spostamento coi mezzi pubblici giusto?

Questa è la stessa cosa che pensa Mario: per questo motivo accetta e comincia a lavorare il lunedì successivo, per cinque giorni alla settimana, facendo un tragitto di andata e ritorno che dura un’ora e mezzo/due ore ciascuno (quindi dalle tre ore alle quattro ore sui mezzi pubblici ogni giorno)

È inutile dire che il nostro amico Mario comincerà a sentire lo stress dopo qualche mese: in questo caso, è assolutamente poco produttivo dirgli “non ti preoccupare, prima o poi ti abituerai” perchè Mario avverte lo stress adesso e vuole una soluzione adesso che gli permetta di rendere il viaggio meno lungo e stressante.

Cosa potremmo consigliare a Mario Rossi?

Invece che adottare la strategia di sopravvivenza alla Rambo (coltello a serramanico tra i denti finchè non arriverà, prima o poi, il fantomatico ed agognato “adattamento”) potremmo consigliargli di sfruttare questo momento della sua giornata lavorativa per fare qualcosa di costruttivo e positivo per se stesso: rilassarsi.

In che modo ci si rilassa sui mezzi pubblici e si combatte lo stress del viaggio?

Un metodo valido consiste nell’utilizzare l’esercizio contenuto nel prossimo paragrafo.

L’esercizio di rilassamento anti-stress per i mezzi pubblici

Questo esercizio di rilassamento può essere utilizzato sia da seduti che in piedi.

Tutti sappiamo quanto possa essere difficile a volte trovare un posto a sedere sugli autobus o sul treno: niente paura, questo esercizio funzionerà ugualmente.

Se ti trovi seduto la prima cosa che puoi permetterti di fare è trovare una posizione comoda.

Scommetto che la giornata lavorativa è stata parecchio stancante, per cui il primo regalo che puoi farti per rilassarti un pò è metterti comodo.

Se ti trovi in piedi puoi comunque prendere una posizione comoda: piega leggermente le ginocchia, abbassa le spalle e tieni la testa dritta, come se fosse appesa ad un filo che dolcemente tiene tutto il tuo corpo appeso.

In secondo luogo prova a chiudere gli occhi.

Se hai paura di perdere la tua fermata puoi tenerli semichiusi o aperti: in questo caso prova a guardare un punto fisso davanti a te senza lasciare che lo sguardo si adagi su troppi stimoli distraenti.

In terzo luogo porta attenzione alla punta del tuo naso, specificatamente alle tue narici.

Riesci a sentire il suono che fa l’aria quando entra ed esce dal tuo naso?

Riesci a sentire la temperatura dell’aria? È calda, magari perchè è stata una giornata afosa, oppure è fredda, come nelle giornate d’inverno?

Riesci a percepire come i polmoni si dilatano mentre l’aria entra delicatamente dentro di essi ed esce in maniera ritmica e lenta?

Prova a portare l’attenzione su tutti questi particolari che caratterizzano la tua respirazione: potrebbe essere un’esperienza nuova per te, magari non ti eri mai fermato ad analizzare mentalmente il tuo modo di respirare.

Quando percepisci che stai cominciando a pensare ad altro, magari a come è stata la giornata lavorativa oppure a quello che ti aspetta a casa, prova a tornare dolcemente sul suono dell’aria che entra ed esce dalle narici.

Questo suono rappresenta la tua “ancora mentale” che ti permette di svuotare la mente dai pensieri distraenti e di stare con il tuo respiro, che molto probabilmente si farà sempre più ritmato, lento e profondo.

Coltiva questa abitudine per dieci o quindici minuti durante il tuo tragitto sui mezzi pubblici ed i risultati in termini di energia e rilassamento non tarderanno ad arrivare 🙂

Spero di averti dato un buono spunto di pratica! Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo!

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Antonello Mattia

Mi chiamo Antonello Mattia, sono uno psicologo ed organizzo corsi di rilassamento online e sul territorio di Roma e Castelli Romani.

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