“Sei tu che mi fai stare male”: il ruolo della responsabilità personale nelle relazioni interpersonali

Sei tu che mi fai stare male il ruolo della responsabilità personale nelle relazioni interpersonali

Con questo articolo voglio approfondire nuovamente il tema del benessere all’interno delle relazioni interpersonali.

Negli ultimi mesi ho scritto diversi articoli a riguardo, come l’articolo sul bisogno di riconoscimento ed approvazione da parte degli altri oppure l’articolo sulla fine di una relazione amorosa importante.

In questo caso voglio concentrarmi su un ulteriore argomento specifico: la responsabilità personale all’interno delle relazioni.

Può capire che, durante un litigio oppure una discussione, una delle due persone in relazione possa esprimere una frase simile a quella che ho scritto nel titolo.

“Mi fai così arrabbiare!”

“Non vedi che mi fai essere triste? Mi fai così male!”

“Mi hai spaventato così tanto!”

E così via per tante altre emozioni.

Cosa hanno in comune tutte queste frasi?

L’elemento comune ad ognuna di loro è che sono espresse nella formula: “tu mi fai sentire X“.

In psicologia questo tipo di messaggio viene chiamato messaggio Tu ed è un tipo di transazione interpersonale che conferisce all’altro la responsabilità del proprio sentire.

Il primo mito che è necessario sfatare quando si parla di responsabilità personale nelle relazioni interpersonali è che l’altro può obbligarci a sentire una determinata emozione.

In realtà non è così!

Certo, la persona davanti a noi può davvero mettercela tutta per farci arrabbiare o intristirci, ma la modalità di risposta ad un determinato stimolo esterno è sempre in nostro potere.

Ognuno di noi mette in atto una serie di schemi cognitivi, emotivi e comportamentali che sono estremamente personali e che vengono appresi a partire dalle relazioni con le persone importanti della nostra vita.

Ciò significa che di fronte ad un determinato stimolo sociale due persone potrebbero reagire in modo totalmente differente.

Allo stesso modo, uno stimolo sociale potrebbe essere letto in diverso modo da due persone differenti, e quindi dare luogo a reazioni disuguali anche in questo caso.

Conoscere i propri modi di funzionare all’interno delle relazioni è uno dei benefici che apporta un percorso di psicoterapia personale: diventa più facile prendersi la responsabilità personale delle proprie reazioni quando si conoscono i propri modi di reagire a livello cognitivo, emotivo e comportamentale.

È importante sottolineare che siamo noi che scegliamo di arrabbiarci e di urlare, di intristirci e di ritirarci, di spaventarci e scappare via.

Per quanto l’altro possa operare un controllo su di noi, la sua responsabilità nella relazione equivale sempre al 50%.

Infatti, ogni relazione interpersonale che sia accogliente, nutritiva e positiva si basa su una suddivisione alla pari della responsabilità interpersonale.

Come diceva Eric Berne, il padre fondatore dell’Analisi Transazionale: Io sono OK, tu sei Ok.

Tuttavia, capita spesso che le persone concedano all’altro la propria parte di responsabilità oppure che si impossessano della responsabilità dell’altro.

Per fare un esempio possiamo pensare ad una coppia di fidanzati in cui lui si sente incapace di scelte di vita importanti per sé e per la coppia e quindi lasci che sia lei a decidere per entrambi.

L’atto di concedere totalmente la propria responsabilità personale alla propria compagna pone il nostro uomo dell’esempio in una condizione rischiosa.

Un adattamento rigido, che non è accompagnato dal darsi il permesso di esprimere la propria opinione rispetto a tematiche importanti che lo riguardano, può esporre la persona a sentimenti di frustrazione, di rabbia e di inettitudine.

Allo stesso modo, la donna del nostro esempio potrebbe non sentire la partecipazione del compagno e quindi arrabbiarsi per questo, oppure intristirsi perché non vede complicità rispetto alla costruzione di un progetto in comune.

Come potete leggere, le conseguenze di una cattiva gestione della responsabilità personale nelle relazioni interpersonali sono spesso funeste per tutti i partecipanti della relazione.

Prendersi la propria responsabilità personale ha due effetti benefici principali nelle relazioni.

Il primo è quello di darsi il permesso di esprimere liberamente all’altro i propri pensieri, le proprie emozioni ed i propri comportamenti in modo maturo ed adulto.

Il secondo beneficio ha a che fare con lo stabilire una giusta distanza tra sé e l’altro, che non corrisponde all’invischiamento oppure alla separazione rigida.

Un pò come nella favola dei porcospini, due persone che decidono di prendersi la responsabilità del proprio vissuto all’interno della relazione riescono a stare vicini ed a sostenersi senza addossare all’altro contenuti che invece sarebbero propri.

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Antonello Mattia

Mi chiamo Antonello Mattia, sono uno psicologo ed organizzo corsi di rilassamento online e sul territorio di Roma e Castelli Romani.

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