Intervista a Francesca Bonsignori, docente di Qi Gong presso l’EFOA

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Intervista a Francesca Bonsignori, docente di Qi Gong presso l’EFOA

L’articolo di oggi è una breve intervista a Francesca Bonsignori, caposcuola Shiatsu e docente dei corsi di Operatori Shiatsu, Naturopatia e Qi Gong presso l’EFOA (European Federation of Oriental Arts).

La seguente intervista si è tenuta durante un workshop di un giorno dedicato al Qi Gong e organizzato a Roma il 6 Novembre 2016, nella sede di Viale Giulio Cesare 109.

L’intervista è focalizzata sui temi della salute fisica e psicologia, del benessere, dell’integrazione tra corpo e mente e dell’espressione naturale di se stessi secondo la pratica del Qi Gong.

Come nota personale, è stato molto interessante cogliere i parallelismi esistenti tra il mondo orientale e quello della psicologia occidentale, nonchè poter attingere alla vastissima conoscenza di Francesca sulle pratiche orientali e come possono aiutarci per riconquistare la salute.

Vi auguro una buona lettura di questa intervista, sperando che la troviate tanto interessante quanto è stato per me svolgerla!

Cos’è brevemente il Qi Gong?

“Brevemente” non è facile perchè il mondo del Qi Gong è molto vasto.

L’obiettivo, anche della parola stessa, è controllo della vita.

Il piacere della vita proviene dallo stare bene dentro, stare bene nella mente che a sua volta gestisce la vitalità del corpo.

Questo processo lo vediamo, ad esempio, quando si sta male: una cattiva digestione, il non riuscire a dormire bene oppure a muoversi adeguatamente sono indici di un mancato funzionamento del corpo che si ripercuote anche sulla mente, perchè poi la vita non ce la godiamo.

La salute della psiche, del nostro mondo emotivo, dei nostri ritmi vitali è importante perchè se abbiamo questo genere di salute allora anche il nostro corpo è in salute.

La pratica del Qi Gong è caratterizzata da esercizi con il corpo, che però sono il contrario delle ginnastiche e delle tecniche che hanno come focus esclusivamente il corpo.

Paradossalmente, nel Qi gong quando faccio un esercizio con il corpo agisco sulla psiche.

Si potrebbe dire che nel Qi Gong esiste una sintesi tra corpo e mente, un funzionare assieme di queste due parti di noi?

Esatto.

Se vuoi fare una cosa che faccia bene alla mente lo fai attraverso il corpo, se vuoi fare qualcosa che fa bene al corpo lo fai attraverso la mente.

Che tipo di benefici e vantaggi può dare il Qi Gong?

Beh è concepito per la salute, per vivere al meglio questa esistenza.

Il pensiero cinese dà molta importanza a questa esistenza: quello che c’era prima di questa vita e quello che ci sarà dopo non si sa, infatti il pensiero taoista non prevede un dopo, che forse esiste, ma non ci è dato conoscerlo.

Quello che è certo è che abbiamo a disposizione questa vita e per goderla appieno dobbiamo toglierci tutte le cause di sofferenze che provengono principalmente dagli schemi erronei.

Gli effetti degli schemi erronei sul corpo sono facilmente osservabili: ad esempio, se uso male il mio corpo in ottica posturale è probabile che creerò danni a livello delle articolazioni o altro.

Gli effetti sulla psiche sono più difficili da osservare ma il procedimento è lo stesso: se possiedono degli schemi di contatto con la realtà sbagliati, e con sbagliati si intende innaturali, allora mi creerò i miei inferni e questo è un peccato perchè la vita vale la pena viversela pienamente nella salute fisica, mentale ed emotiva.

È per queste motivazioni che nella pratica di insegnante di Qi Gong enfatizzi la comodità delle posizioni e degli esercizi? Il fatto che ogni posizione non deve essere esagerata per non apportare danni o dolori al corpo?

Esatto, dopotutto la salute ed il piacere vanno di pari passo.

Il pensiero cinese è molto pragmatico, ed a questo si aggancia la concezione di salute del Qi Gong.

Questa frase mi suggerisce la prossima domanda: si potrebbe dire che il Qi Gong è molto legato alla realtà?

Assolutamente sì.

Nel simbolo del Taiji sono presenti lo Yin e lo Yang che si compendiano assieme, però il tutto è compreso all’interno di un cerchio nero che rappresenta lo Yin, ovvero la realtà.

Se durante una pratica non hai un riscontro sul piano concreto, cioè fisico, allora quella pratica potresti essertela immaginata, nel senso che è stata più un lavoro di fantasia che un lavoro pratico.

Una meditazione deve avere un risvolto sul piano fisico: se non ha un risvolto sul piano fisico, come la produzione di sensazioni di densità o di concretezza, tanto per fare un esempio, allora quella pratica potresti essertela sognata.

Quindi la pratica del Qi Gong deve produrre un risultato concreto.

Esatto.

Se porto la mia mente su un dito ed il dito in questione si riscalda, significa che sono riuscita a portare la mente nel corpo ed ho prodotto un risultato concreto; in caso contrario mi sono sognata di percepire il dito.

Se ho capito bene, questa che stai dicendo è la differenza tra un lavoro fatto bene ed uno fatto male: per essere fatto bene deve produrre sensazioni nel corpo.

Esatto.

Gli effetti della pratica possono essere anche delle modificazioni fisiche che a volte non percepiamo, come il cambiamento del battito cardiaco.

Altre modificazioni concrete possono essere anche il fatto che ti è andata via un’arrabbiatura, oppure che ti senti più forte fisicamente e psicologicamente.

Il Qi Gong valorizza la salute, quel genere di salute che è osservabile anche nelle piante e negli animali ma riportato ad un organismo molto più complicato come l’essere umano.

Una pianta che è in salute è una pianta che si nutre adeguatamente, che si riposa adeguatamente, che muore al momento opportuno … Per un taoista si dovrebbe morire a 150 anni in buona salute per spegnimento naturale! [ride]

Ciò significa che la persona che è in salute è la persona che contatta il mondo in maniera piena, che vive pienamente sia a livello corporeo che a livello emotivo.

Sì, ad esempio le emozioni devi saperle esprimere tutte equanimamente: il Qi Gong degli animali lo esprime molto bene questo.

Anzi, è molto importante andare a vedere dove hai un difetto: magari hai una remora verso l’essere aggressivo e questa remora influisce negativamente sulla tua vitalità.

Da qualche parte lo paghi, prima o poi: lo paghi sia a livello di appagamento mentale ed emotivo ma anche a livello di funzionamento fisiologico, ad esempio un organo che ne risentirà.

Adesso vorrei farti un’altra domanda.

Il Qi Gong utilizza dei processi mentali per produrre effetti sul corpo e sulla mente? E se sì, in che modo?

Certamente.

Li usa in maniera molto concreta e diretta, ad esempio posso immaginare un asse che mi trapassa e va da cielo a terra.

Possiamo chiamarla immagine mentale, possiamo chiamarlo simbolo, ma in generale più riesco ad incarnare questo simbolo e più lo realizzo, e più divento quel simbolo.

Realizzo la verticalità, che nella mia mente significherà sentirmi davvero agganciata al cielo ed alla terra mentre a livello corporeo potrei avere un alleggerimento a livello delle vertebre o in generale una sensazione di alleggerimento fisico.

Questo significa che il simbolo che io ho espresso sul piano mentale poi deve prendere dei connotati fisici.

Questo è possibile osservarlo anche nella posizione stessa: magari ho iniziato la pratica con i piedi posizionati non so come, poi percependo l’asse mi viene voglia di unirli e di usarli meglio, di sentirmi più stabile.

Credo che questo si ricolleghi a quello che hai detto prima, ovvero che il Qi Gong è concreto e perciò l’utilizzo di immagini mentali produce effetti sul corpo.

Esatto, e questo è osservabile a livello corporeo anche dall’esterno: prendendo l’esempio di prima, se realizzo la verticalità nel mio esercizio allora il mio corpo non può fare altro che mettersi in una posizione che esprima questa sensazione di verticalità.

Quindi deve essere osservabile anche da fuori?

L’occhio esperto lo vede, si tratta di finezze, però sì è osservabile.

È inutile che dire a se stessi: “Adesso ho trovato la sicurezza della tigre” (riferendosi al Qi Gong degli animali) e nel momento in cui ti chiedo di esprimerlo attraverso il corpo fai un gesto non credibile.

Questo non può essere, non è la potenza della tigre, te la sognavi.

In un precedente workshop riguardante il Qi gong degli animali affrontammo l’argomento dell’espressione di se stessi attraverso l’uso del simbolo, in questo caso gli animali.

Cosa puoi dire di più sul discorso dell’espressione del sé?

Una abilità importante nel Qi Gong è la duttilità nel cambiare atteggiamento psichico: ad esempio, fare un esercizio legato alla tigre e passare successivamente ad un esercizio legato alla scimmia significa essere capaci di cambiare atteggiamento psichico.

Questo mi porterà ad esprimere al meglio la mia costituzione: non esiste un modello ideale da seguire, il modello ideale è rappresentato dall’espressione di noi stessi e della nostra costituzione.

Ad esempio io potrei essere più Yin, una persona placida, che potrebbe trovarsi meglio ad esprimere un animale ed il suo relativo psichismo piuttosto che un altro, però non posso essere totalmente carente di come, a modo mio, posso esprimere la tigre.

Quindi contattare tutte le polarità che fanno parte di te ed esprimere te stesso al massimo.

Esatto.

La natura ci ha dato una struttura fisica e psichica per cui ognuno di noi è fatto ad un modo: se sono una persona placida ogni parte di me tenderà all’espressione di questa caratteristica, così come se sono una persona aggressiva e così via.

La persona è in salute quando può esprimere naturalmente le sue caratteristiche personali.

È chiaro che la natura non dà mai degli eccessi: un’aggressività isterica non è qualcosa che è normalmente presente in natura, in quel caso parliamo di problematica.

In questo senso non si tratterà mai di eccessi disturbanti che non mi permettono di vivere all’interno della società.

Perciò se sono una persona attiva mi realizzerò facendo cose, se sono un contemplativo devo farci stare anche la contemplazione nel mio stile di vita, non solo il fare cose, sennò mi ammalo.

Di conseguenza gli esercizi servono a scovare anche dove sono più debole e a far venire fuori la parte di me con cui sono meno in contatto.

Un’ultima domanda: a che tipo di persone consiglieresti il Qi Gong?

È essenziale per quelle persone che hanno tutta una serie di problemi, che possono essere fisici o mentali.

Per chi vive gli acciacchi del modernismo in maniera più intensa: chi è stressato, non si ritaglia spazi per sé, vuole fare un’attività fisica di lavoro con il corpo.

Ecco, diciamo questo: se hai poco tempo il Qi Gong ti permette di coniugare un’attività fatta con il corpo che sia rigenerante anche per la mente e che te la possa ritrovare anche per il futuro.

Questo perchè molti sport sono validi solo per un periodo di tempo: ad esempio, ci sono alcuni sport che non sono sostenibili una volta diventati anziani.

Invece la pratica del Qi Gong migliora con l’esperienza: probabilmente, lo farò meglio a 70 anni perchè nel frattempo sono migliorata accumulando esperienza.

Io lo vedo su me stessa: sono 20 anni che pratico e riesco a trarre maggiore beneficio dagli esercizi rispetto a quando ho iniziato.

Se invece avessi fatto tennis, per esempio, probabilmente non sarei riuscita a fare adesso quello che riuscivo a fare 20 anni fa.

Quindi il Qi Gong è un buon modo per invecchiare.

Sicuramente, ed oltretutto ti fa invecchiare più tardi.

Ad esempio in vecchiaia l’irrigidimento del respiro è abbastanza comune: il Qi Gong ti aiuta perchè può migliorare la tua mobilità respiratoria che è un aspetto che genera una vitalità immensa.

L’intervista è finita, grazie per le informazioni e la disponibilità.

Ci vediamo al prossimo workshop!

 

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Alla prossima settimana per un nuovo articolo!

Dottor Antonello Mattia

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Antonello Mattia

Mi chiamo Antonello Mattia, sono uno psicologo ed organizzo corsi di rilassamento online e sul territorio di Roma e Castelli Romani.

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